"..i volontari x la parola ai cittadini x il 2018! Non pretendiamo che le cose cambino, se poi continuiamo a fare le stesse cose". Rio e Repo dicono che.'e lo scriveva A. Einstein! OCCORRE CAMBIARE .. dice ACR-CRV!.. e Onlus di fatto tu lo sai! Se ami una persona.. pensala.. non ignorarla.. la perdi, ricorda ..sai che la parola spinge..ma, l'esempio .. trascina! Ciao .. NO AL BULLISMO e SALUTE .. sai che mi manchi, abbi fiducia!.. sono rose? non mi pare! DA..RIO .. CMQ eri Unica! Ora? Chissa!
Nella Foto. Una delle tante iniziative con i miei collaboratori che ora vedono una soluzione nell'evitare il massacro della Costituzione per stare con i potenziali protettori dei delinquenti. E coloro che con una minoranza vogliono spingerci a sostenere guerre che finiscono per distruggere la ns economia ...che solo gli stupidi e gli imbecilli che stanno con un Presidente Americano che stravolge tutto con l'arbitrio e la vendetta... ma con gli Stati Uniti ... utili a un dialogo e che favorisca la gente intelligente e non mediocre.
Basta un NO!
E tutto tornera' come deve essere, noi abbiamo il dovere di partecipare e assumere le nostre responsabilita'.. un saluto di amicizia e il dovere di essere fieri della ns italia con l'Europa amica dell'America che ci difenda dai guerrafondai... b. Mercoledi!
https://youtu.be/K67-1boMg8k?is=iYKHdMYtKkOfhH0J
Una difesa netta della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, insieme all’annuncio della propria scelta di voto. È questo il senso dell’intervento di Luigi Ciotti, intervenuto ieri sera al Nuovo Cinema Aquila di Roma durante un’iniziativa organizzata da Magistratura Democratica per il No al referendum sulla giustizia. Il fondatore di Libera ha parlato davanti a magistrati, cittadini e attivisti, portando una riflessione che ha intrecciato la difesa della Carta costituzionale con la preoccupazione per il clima politico e istituzionale del Paese, fino a dichiarare esplicitamente la sua posizione: “Io voterò No”.
Secondo il sacerdote, nel mirino ci sarebbero proprio quei magistrati che negli anni hanno indagato poteri forti e questioni scomode: “Sotto sotto mi sembra che ci sia la volontà di liberarsi di quei magistrati che si sono occupati di immigrazione o dei pubblici ministeri che hanno indagato uomini delle istituzioni o potenti imprenditori. Magistrati che disturbano”. Un atteggiamento che Ciotti definisce “un intento punitivo del tutto ingiustificato”, ricordando che “al di là dei singoli errori giudiziari, anche drammatici, che ci sono stati, la magistratura nel suo insieme ha sempre agito per il bene comune e per i diritti dei cittadini”. E ha aggiunto: “C’è chi ha pagato con la vita questo impegno. Magistrati che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia. Questo non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo”.
Il sacerdote ha ricordato anche l’invito alla partecipazione espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal suo presidente, il cardinale Matteo Maria Zuppi, a superare il clima di astensione e disimpegno. E ha citato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La magistratura non è esente da critiche, ma neppure lo sono gli altri organi dello Stato”. Un richiamo, ha sottolineato Ciotti, che dovrebbe valere per tutti: “Il richiamo a prendere coscienza dei limiti e degli errori che possono essere fatti riguarda tutti noi. Non è che qualcuno li scarica solo sugli altri. Sono parole di saggezza di cui abbiamo bisogno”.
Proprio alla luce di queste considerazioni, e della necessità di difendere l’equilibrio costituzionale e l’autonomia della magistratura, don Ciotti ha concluso il suo intervento con una dichiarazione chiara sulla sua scelta referendaria: “Allora io voterò no”.
Ciao , eccomi con la prima newsletter del 2026, iniziamo.
Guardando a quanto accade in queste settimane nel mondo, in Iran, in Venezuela, emerge con chiarezza la difficoltà delle democrazie occidentali nel trovare una linea efficace e coerente di fronte ai regimi autoritari. Nel caso del Venezuela, gli Stati Uniti hanno adottato una strategia di rottura: pressione massima, azioni ostili dirette contro il Paese e operazioni mirate contro la leadership del regime di Nicolás Maduro. Una linea muscolare che non ha prodotto una transizione democratica e che ha finito per colpire soprattutto la popolazione, senza rafforzare davvero le forze democratiche interne.
Questo approccio mostra tutti i suoi limiti. Ma l’alternativa non può essere nemmeno quella di accordarsi con il regime o di assistere semplicemente inermi alla repressione e allo svuotamento delle proteste. Deve esistere una via di mezzo, e quella via passa dal sostegno ai movimenti di liberazione nazionale: dal supporto politico alla società civile, dalla pressione diplomatica coordinata, dalla difesa dei diritti umani come asse centrale dell’azione internazionale.
[L'arrivo di Maduro e la moglie Celia Flores negli Stati Uniti]
In Iran, le proteste contro il regime si inseriscono proprio in questo spazio di ambiguità. L’apertura di canali di comunicazione tra Teheran e un emissario americano è, in sé, una buona notizia: dimostra che anche in un contesto di forte repressione e isolamento possono esistere margini di interlocuzione, senza che questo implichi una legittimazione politica del regime.
Il problema, però, sta nel modo in cui questa dinamica viene accompagnata sul piano politico. Le parole di Donald Trump in difesa dei manifestanti iraniani appaiono chiaramente strumentali: non nascono da una reale attenzione per l’autodeterminazione del popolo iraniano, ma dall’interesse a indebolire ulteriormente il regime e ad accentuarne l’isolamento internazionale. Il sostegno ai manifestanti diventa così una leva tattica, non un impegno di principio.
Eppure, proprio questa contraddizione deve insegnarci qualcosa. Il sostegno ai movimenti nazionali di liberazione è fondamentale e non può essere lasciato all’opportunismo delle grandi potenze. Dovrebbe diventare un elemento strutturale di una politica estera responsabile. Non è storicamente un tratto distintivo dell’azione internazionale italiana, ma dovrebbe esserlo: stare dalla parte di chi chiede libertà e diritti, senza avventurismi, senza cinismo, e senza rassegnarsi all’indifferenza.
[Le proteste iraniane sono iniziate a causa della profonda crisi economica, ma si sono trasformate in ampie proteste anti governative]
A CAPO: COSA TENERE D'OCCHIO PER LA SETTIMANA
Questa settimana ripartono i lavori dell'Aula. Mercoledì verrà in aula Piantedosi per un'informativa sulla vicenda riguardante Mohammad Hannoun. Giovedì invece verrà Crosetto per le comunicazioni sulla proroga della cessione di mezzi ed equipaggiamenti per l'Ucraina. Mercoledì invece si terrà una conferenza stampa sulle misure a sostegno della democrazia in Iran, organizzata dal senatore Sensi, insieme ad altre forze dell'opposizione. Presenteremo anche un atto parlamentare a riguardo.
Sabato 17 gennaio alle ore 10 al Circolo Caldara, in via De Amicis 17, a Milano, diamo il via alla seconda parte di Hey Milano. Dopo aver studiato come è cambiata Milano negli ultimi 15 anni, diamo il via a due mesi di assemblee e incontri diffusi, per mobilitare massa critica capace di inventarsi una nuova Milano. Ti aspetto
A lunedì prossimo,
Lia
P.S. Se questa newsletter ti è piaciuta, vuoi consigliare a qualcuno di iscriversi, o hai cambiato indirizzo email e hai bisogno di re-iscriverti, ti lascio questo form per iscriversi. P.P.S. Mi piacerebbe conoscerti un po' meglio. Puoi aiutarmi compilando questo breve questionarioo schiacciando il bottone qui sotto.
inviata tramite ActionNetwork.org. Per aggiornare il tuo indirizzo mail, cambiare nome o indirizzo o smettere di ricevere le mail da Lia Quartapelle, per favore Clicca qui.
Venerdì scorso si è tenuto l’evento “Crescere. Competitività, salari, welfare, sicurezza, Europa”, un momento di confronto per dare forza e contenuto al contributo riformista dentro il Partito Democratico.
Tra i temi più approfonditi, quello del welfare è stato al centro del panel con il professor Maurizio Ferrera, che ha offerto una riflessione lucida su come rendere più giusto, moderno e sostenibile il nostro modello sociale.
Ferrera ha ricordato che il dibattito attuale viene spesso presentato come un dilemma tra “burro e cannoni”, cioè tra spesa sociale e spesa per la difesa. Ma, ha spiegato, “dipende dalle nostre scelte”: i Paesi con sistemi di welfare più sviluppati, come quelli nordici, hanno capito che senza sicurezza non c’è welfare — e senza un welfare solido, si perde anche il senso di ciò che vogliamo difendere.
Per questo propone di pensare la difesa in modo più ampio: non solo armi e armamenti, ma anche infrastrutture civili e sociali che rendono un Paese forte e resiliente — come la sanità, la prevenzione, i servizi sociali. Ferrera ha suggerito l’idea di un “Piano nazionale per la difesa sociale e civile”, che rientrerebbe nei criteri NATO e permetterebbe di investire fino al 5% del PIL in modo utile, sostenibile e coerente con i valori democratici.
[Io e il professor Ferrera durante il panel- 24 ottobre 2025]
A livello di welfare, Ferrera ha poi sottolineato la necessità di una grande ristrutturazione del sistema europeo:
garantire diritti e servizi universali di base (sanità, istruzione, casa, ambiente sano, trasporti accessibili);
rinnovare le assicurazioni sociali, includendo politiche di conciliazione, formazione continua e sostegno nei periodi di transizione;
costruire nuove garanzie per i giovani e le seconde opportunità, per chi rischia di restare ai margini;
semplificare l’accesso ai servizi, perché troppi cittadini non riescono ancora a usufruire delle prestazioni a cui hanno diritto.
Se vuoi approfondire, puoi riascoltare l’intervento completo qui su Radio Radicale.
Per attuare questa visione serve una nuova alleanza tra chi vive situazioni di vulnerabilità e chi cerca opportunità. È il cuore di una proposta riformista che mette insieme sicurezza, coesione e crescita: un lavoro lungo, ma decisivo per costruire un’Italia e un’Europa più forti e solidali.
[La mia introduzione all'incontro di venerdì]
A CAPO: COSA TENERE D'OCCHIO PER LA SETTIMANA
Questa settimana in Aula discuteremo del ddl riguardo la partecipazione italiana a Banche e Fondi multilaterali di sviluppo, il DL sulla riforma dell'esame di Stato e avvio dell'anno scolastico
Sabato 1 novembre alle 11.30 parteciperò a un momento di ascolto della comunità serba di Milano. L'incontro sarà in piazza San Fedele , per la commemorazione della tragedia del collo della pensilina della stazione di Novi Sad.
spero tu abbia avuto un buon rientro dalla pausa estiva.
Nelle quattro settimane passate da quando hai ricevuto l’ultima newsletter sono successe molte cose.
Alcune, atroci. Continua sia la guerra infinita di Netanyahu contro gli abitanti di Gaza (qui un pezzo di Thomas Friedman) che i soprusi della destra nazional-religiosa contro l’autonomia della Cisgiordania. Sabato 6 settembre è convocata una manifestazione per Gaza, perché si fermi la barbarie in corso e che il governo si schieri dalla parte della pace e del diritto internazionale. Incontrando Putin in Alaska, Trump ha provato a fare cessare l’invasione russa contro l’Ucraina. Il risultato è stato che Kyiv è stata sottoposta al più devastante bombardamento dal 24 febbraio 2022. Entrambi questi drammi saranno al centro della ripresa della vita politica in Italia: in particolare la riunione dei ministri degli esteri dell’Unione europea prevista per ha il potere di decidere di sanzionare il governo israeliano, sospendendo la parte commerciale dell’accordo Ue-Israele. Dopo le parole con cui la premier Giorgia Meloni ha condannato le azioni del governo israeliano, sarebbe ora che l’Italia passasse ai fatti, allineandosi alla maggioranza di paesi europei che chiede la sospensione dell’accordo nella parte commerciale. Se il governo italiano decidesse di sostenere questa iniziativa, l’accordo verrebbe sospeso perché questa decisione si può prendere solo a maggioranza qualificata, e l’Italia è il peso che manca per far scattare quel meccanismo.
I tempi che viviamo sono caratterizzati da enormi cambiamenti che richiedono chiarezza di visione e capacità di adattarsi. In Germania e in Francia i governi sono alle prese con questo tipo di decisioni, che sono difficili: in un caso, il cancelliere Merz ha varato una riforma della leva militare; in Francia il governo Bayrou si sta preparando per una discussione sulle pensioni che al momento sono insostenibili. Per non parlare delle deliberazioni che sta affrontando, con molte difficoltà, il governo Starmer nel Regno Unito. L’Italia sembra l’unico grande paese immune da dilemmi angosciosi, come se il nostro paese non dovesse affrontare i cambiamenti del mondo di oggi. O come se la politica democratica continuasse a riprodurre un eterno confronto e scontro tra schieramenti, invece di affrontare qualche problema. In Italia esistono grandi questioni nazionali: la demografia, le sfide legate all’integrazione di una crescente popolazione immigrata, il declino costante della produzione industriale, la riforma di un sistema di welfare che va rivisto perché non è più gratuito e universale. Mi auguro che in questa ripresa si possa discutere di queste questioni, e provare a affrontarle.
[Vertice sull’Ucraina alla Casa Bianca - agosto 2025]
Mentre il presidente cinese Xi Jinping e quello indiano Narendra Modi aprono a Shanghai una nuova stagione di collaborazione tra i due paesi, la presidente del Consiglio italiana e il premier francese sembrano impegnati a litigare sul trattamento fiscale di favore per i milionari che si trasferiscono in Italia.
Le cose sono diverse da come le spiega Meloni nel suo post di ieri. Conosco bene questa vicenda, perché molte di queste persone si sono trasferite a Milano, e in città si discute molto dei pro e dei contro delle leggi che hanno agevolato questo trasferimenti. Con la senatrice Cristina Tajani (che per correggere le iniquità che da questo regime derivano ha presentato una proposta di legge) abbiamo presentato una interrogazione per chiedere al governo di quante persone si parla. Sembra si parli di qualche migliaio di persone, forse 5mila.
A fronte di questi numeri, e in un momento in cui i grandi paesi non occidentali del mondo si riavvicinano tra loro, viene da chiedersi come è possibile che i paesi europei litighino tra loro su quali sconti fiscali concedere ai milionari, invece di trovare accordi per limitare il ribasso fiscale. Sarebbe ora di avere, anche sulla materia fiscale, meno competizione al ribasso tra paesi europei, e maggiore unità di intenti, per tassare il giusto senza concedere sconti a nessuno.
[La premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron]
A CAPO: COSA TENERE D'OCCHIO PER LA SETTIMANA
Sabato ci sarà la manifestazione indetta dalla CGIL per sostenere la Flotilla e chiedere che il governo si schieri dalla parte della giustizia e del diritto internazionale. La Flotilla è una coalizione internazionale della società civile, che si è organizzata per far partire da diversi porti nei giorni scorsi numerose barche con l’obiettivo di arrivare a Gaza e rompere il blocco israeliano.
Questa settimana si apre la Festa dell’Unità a Milano. Inizierà il 5 di settembre e terminerà il 14 settembre, qui puoi trovare il programma completo. Io parteciperò al panel “Un’altra idea di cittadinanza” il 6 settembre alle 19. Insieme a me ci saranno Ouidad Bakkali, Pegah Moshir Pour, Roberta Osculati e Andrea Carcuro.
appunti 25 Ciaooo mi dici cosa sai de il civennese/bellagino
AI: Ciao! Il Civennese e il Bellagino sono territori della provincia di Como, nel nord Italia, noti per la loro bellezza naturale e la loro ricchezza culturale.
- *Il Civennese*: è un territorio che comprende la frazione di Civenna, nota per le sue strade strette e le case in pietra. La zona è famosa per le sue escursioni e le passeggiate nel verde, con panorami mozzafiato sul Lago di Como.
- *Il Bellagino*: è il territorio che comprende il comune di Bellagio, noto per la sua posizione strategica sulla punta della penisola che divide i due rami del Lago di Como. La zona è famosa per le sue ville lussuose, i giardini e le attività culturali.
Entrambi i territori offrono una grande varietà di attività e attrazioni, come:
- *Escursioni e trekking*: per scoprire la natura e la bellezza dei luoghi.
- *Visite alle ville e ai giardini*: per ammirare la bellezza e la storia delle ville e dei giardini della zona.
- *Attività acquatiche*: come la vela, il kayak o il paddleboard sul Lago di Como.
- *Degustazioni di prodotti locali*: per scoprire i sapori e i prodotti tipici della zona.
Spero che questo ti sia stato utile! Se hai altre domande, non esitare a chiamare o interpellarmi...
appunti 25: Grazie, risposta molto interessante... ma io mi riferivo al giornale Il Civennese/Bellagino
[19/07, 13:48] Meta AI: Mi scuso per l'equivoco! Il Civennese/Bellagino è un giornale locale che copre le notizie e gli eventi della zona di Civenna e Bellagio, sul Lago di Como. Probabilmente è una pubblicazione settimanale o mensile che si occupa di:
- Notizie locali
- Eventi e manifestazioni
- Storie e testimonianze
- Informazioni utili per i residenti e i turisti
Se sei interessato a sapere di più sul giornale o a leggerlo online, potresti cercare il suo sito web o le sue pagine social media. Spero che questo ti sia stato utile!
[19/07, 13:49] Sergio e Laura appunti 25: Utilissimo grazie mille!
[19/07, 13:49] Meta AI: Prego! Sono felice di aver potuto aiutarti. Se hai altre domande o hai bisogno di ulteriore aiuto, non esitare a chiedere. Buona giornata e buona lettura de Il Civennese/Bellagino! 😊