Punto e a capo: Keir Starmer si è dimesso |
Ciao ,
Spero tu stia bene. Insieme a Carlotta, che mi aiuta a scrivere questa newsletter settimanale, avevamo pensato a questo numero per fare un punto a 10 anni dalla Brexit, che è stata una grande ferita sia per il Regno Unito, sia per l’Europa e anche perché a maggio sono stata in missione proprio in Gran Bretagna. Come spesso capita, gli eventi ci hanno precedute. Questa mattina, il primo ministro inglese Keir Starmer si è dimesso e rimarrà in carica finché non verrà individuato un successore, che con ogni probabilità sarà Andy Burnham. Tutto questo accade, alla vigilia del decimo anniversario della Brexit. Sono passati dieci anni e gli inglesi hanno realizzato che le loro speranze nei confronti di una vita lontana dall’UE non sono state soddisfatte. Secondo un sondaggio di ECFR la maggior parte degli inglesi ritengono che la Brexit abbia danneggiato la Gran Bretagna in diversi modi e sono aperti a una nuova relazione con l’Europa che invece finora sembrava fuori questione, immaginando rapporti commerciali più stretti, maggior libertà di movimento e supporto a un progetto di deterrenza nucleare europeo. Secondo un nuovo studio del NBER, il Brexit avrebbe ridotto il PIL del Regno Unito del 6–8% entro il 2025, frenando anche investimenti, occupazione e produttività. Secondo lo studio, entro il 2025 gli investimenti nel Regno Unito sarebbero risultati inferiori del 12–18% rispetto allo scenario senza Brexit, mentre l’occupazione sarebbe diminuita del 3–4%. Un impatto analogo viene stimato anche sulla produttività. Ma non si tratta solo di un discorso economico. In Italia, parliamo molto dei vincoli europei, di come limitino, ma guardando la Gran Bretagna è impossibile non vedere come il paese campione dell’alternanza democratica, di governi stabili diventi improvvisamente un paese dove si sono susseguiti 5 governi conservatori e ora stiamo assistendo a un passaggio di consegne laburista. 7 primi ministri in sette anni. |
[Keir Starmer a Downing Street mentre comunica le sue dimissioni - 22 giugno 2026] |
Come ricorderai, ho guardato con grande curiosità alla strategia con cui Starmer ha vinto le elezioni nel 2023, ma la strategia non basta, serve anche saper governare. Probabilmente la leadership di Starmer ha sofferto alcune sue qualità personali, la disciplina e la pacatezza, che di questi tempi non sono caratteristiche che funzionano forse. Gli errori fatti, però, sono stati tanti, a partire dai continui annunci sulle tasse, senza spiegare esattamente per chi e per che cosa. Anche l’aver adottato una retorica eccessivamente securitaria sui temi dell’immigrazione non ha pagato, in un Paese che ha scelto di lasciare l’UE anche per questa ragione. La migrazione non si può fermare, va pensato a un modo per guidarla e governarla, ma pensare di poter inseguire la retorica di Farage e dire di poter fermare le migrazioni dalla Manica è stato un errore. Sarà Andy Burnham a prendere le redini del partito e del governo, con ogni probabilità . Penso che sia sicuramente una figura più carismatica di Starmer, ma abbiamo imparato come tutte le leadership si logorino a un certo punto e questo di certo non è il momento migliore per un cambio di al vertice. Quando sono stata a Londra, diversi parlamentari mi hanno parlato dei problemi dei laburisti e la conclusione a cui giungevano tutti è che il rischio adesso è che, in un momento storico in cui le crisi internazionali sono molteplici e profonde, i laburisti passino troppo tempo a guardarsi l’ombelico anziché offrire risposte al Paese. |
[Meloni e Trump a Evian - 16 giugno 2026] |
Il caso Trump - Meloni ha occupato le pagine dei giornali italiani in questi giorni. La mia posizione la trovi qui. Ora che la botta mediatica è passata, spero che Meloni rifletta su i suoi errori. Meloni ha pensato di poter cavalcare la tigre Trump, facendo a meno dell'Unione Europea. Si è rivelata una linea politica sbagliata, ora agisca per rimediare ai suoi errori. |
- Questa settimana in Aula votiamo la fiducia oggi al Piano Casa, voteremo poi diverse mozioni e la pdl sui minori in contesti di criminalità e un del sul personale ricercatore e docenti universitari.
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- Giovedì 25 giugno, al Franco Parenti a Milano, sarò insieme a Pina Picierno, Marianna Madia, Simona Malpezzi e Elisabetta Gualmini per discutere come, da diverse parti dell'opposizione, possiamo battere le destre, i populismi e gli estremismi. Per partecipare, ci si registra qui.
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